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  1. Articoli più letti
  2. Come sospendere e riattivare un’assicurazione auto o moto
  3. Richiedere l'attestato di rischio non serve... è online

9/ per i contratti RC Auto in scadenza dal 1° luglio non è più previsto l'​invio cartaceo al contraente dell'attestato di rischio, come indicato ai sensi dell'art​. Attestato di rischio scaduto. Se non hai rinnovato la tua polizza auto per 5 anni il tuo attestato. L'attestato di rischio è quel documento in cui è indicato il numero di sinistri denunciati negli ultimi 5 anni assicurativi da chiunque abbia sottoscritto una polizza. L'attestato di rischio è un documento di fondamentale importanza nel mondo delle assicurazioni: da qualche anno però le cose sono cambiate.

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Di Redazione SuperMoney News Ecco come assicurare l'auto, se non si è ricevuto o non si possiede l'attestato di rischio. Se vuoi assicurare l'auto ma non hai ricevuto o non possiedi l'attestato di rischio, leggendo questo articolo troverai tante informazioni utili. Prima di iniziare ti diciamo che tutte le compagnie assicurative hanno l'obbligo di rilasciare ogni anno al proprio assicurato l'attestato di rischio, che va trasmesso almeno 30 giorni prima della scadenza dell' assicurazione auto.

Da leggere: Come rinnovare la patente? Ecco costi, scadenze e procedure Come è cambiato l'attestato di rischio?

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Una riforma questa che semplifica una procedura di verifica dello stato assicurativo del mezzo, che oggigiorno non poteva che non essere effettuata grazie alla tecnologia digitale. Cosa indica l'attestato di rischio? L' attestato di rischio indica la presenza o meno di incidenti che relativamente ad un dato veicolo possono essere stati commessi.

E' quindi evidente che per ogni auto, sarà necessaria un'assicurazione rca con il relativo attestato di rischio. Nell'attestato di rischio è indicata la classe universale - definita anche CU - fondamentale per poter fare i preventivi, ma anche la classe di provenienza e di assegnazione interne alla compagnia.

L'attestato di rischio ha una validità di 5 anni.

Questo documento è di fondamentale importanza anche nel caso in cui si decidesse di cambiare compagnia assicurativa. Infatti, tra i documenti richiesti al momento della sottoscrizione di un nuovo contratto ci sarà proprio l'attestato di rischio che indicherà la classe di rischio CU e la presenza di eventuali sinistri avvenuti in passato.

Come sospendere e riattivare un’assicurazione auto o moto

Si possono fare preventivi per rc auto senza avere l'attestato di rischio? Come dicevamo l'attestato di rischio indica anche la classe di rischio.

Alcuni perdono le speranze, mentre qualcuno vocifera che neppure esista per davvero. Eppure c'è chi, dopo anni di guida virtuosa, ce la fa per davvero e conquista la sospirata classe di merito 1, che dovrebbe garantire tariffe più vantaggiose.

Già perché se per conquistare la classe di merito più vantaggiosa occorre quasi una vita, per perderla basta un istante. I tranelli infatti si annidano dietro ogni angolo — o meglio dietro ogni modifica delle normative - e se non ci si documenta con attenzione si rischia di mandare tutto all'aria.

Ogni volta che si cambia assicurazione non bisogna disdire il contratto. Solo in questo modo infatti è possibile conservare la propria classe di merito, maturata dopo anni di fatiche.

Richiedere l'attestato di rischio non serve... è online

Chi risolve il vecchio contratto senza fare il trasferimento, magari firmando una nuova polizza con una compagnia ritenuta più conveniente, ripartirà dal punto di partenza senza diritto di appello. Infatti le compagnie ne hanno limitato la funzione solo agli ultimi cinque anni di guida, dimeticando volutamente chi non commette incidenti da molti anni.

Chi non denuncia sinistri da 40 anni, per esempio, finisce per essere considerato, agli occhi dell'assicuratore, virtuoso tanto quanto chi non è coinvolto in un incidente da soli 5 anni. Infatti alle compagnie non conviene ritrovarsi con profili assicurativi troppo virtuosi, da premiare con congrue riduzioni della polizza, mentre preferiscono gestire una miriade di assicurati mediamente disciplinati, sia nel bonus sia nel malus, in modo da mantenere tariffe più alte per tutti.

E soprattutto meno rischiose dal punto di vista imprenditoriale. Tutto questo non è per nulla trasparente e il Parlamento deve tenerlo presente per i prossimi interventi in materia assicurativa.